Crescita vicina allo zero e debito in salita. E' un quadro pieno di incognite quello delineato dal Documento di economia e finanza varato dal governo, al termine di un lungo braccio di ferro che ha visto al centro le stime di crescita, la flat tax e la questione Iva.


Il governo vara il Documento di Economia e Finanza approvato al termine di una riunione durata circa 30 minuti del Consiglio dei ministri. C'è un "antipasto" di Flat tax e le norme per il rimborso dei risparmiatori delle banche Confermati i programmi dell'esecutivo ma anche il rispetto degli obiettivi dell'Unione europea. In ogni caso non ci saranno nè nuove tasse nè la manovra correttiva. Ma c'è un giallo: i 5Stelle, aproposito dello stop all'Iva in Cdm, hanno chiesto "certezze". Sarebbe spuntato il nodo di come disinnescare l'aumento anche se fonti della maggioranza assicurano, tuttavia, che i problemi saranno risolti. Il vicepremier Luigi Di Maio, a quanto si apprende, sarebbe stato categorico, sottolineano che l'ipotesi che salga l'Iva "non esiste".

 

Confermati alcuni dei numeri circolati negli ultimi giorni. In particolare il governo delinea per il 2019 una crescita a legislazione vigente dello 0,1% (dal +1% ipotizzato alla fine di dicembre), destinato a salire allo 0,2% conteggiando le misure che si attendono nel breve periodo, a cominciare dal decreto Crescita che è stato approvato 'salvo intese' dal Cdm nei giorni scorsi. Numeri, grossomodo, in linea con le più recenti previsioni della Commissione europea e del Fmi. Tra le altre importanti variabili di finanza pubblica, il debito pubblico è visto peggiorare al 132,7% del Pil per quest'anno, in rialzo dal 132,2% del 2018 a causa della "bassa crescita nominale" e "rendimenti reali relativamente elevati", con un calo nel 2020 al 131,7% e "via via fino al 129,8 per cento nel 2022".

 

Anche il deficit/Pil peggiora, curiosamente tornando al 2,4% che era stato bloccato dalla Commissione europea ai tempi della Manovra. Anche per questi peggioramenti, si prevede di attivare la clausola concordata con Bruxelles che congela definitivamente due miliardi di spese.